DECRETO RILANCIO – Cosa cambia per la “Rottamazione ter”, il “Saldo e stralcio” e il condono delle liti fiscali pendenti

Il decreto rilancio prevede la sospensione di tutti i versamenti dovuti a partire dal 28 febbraio 2020 per la “Rottamazione ter” (D.L. 119/2018) e il “Saldo e stralcio” (L. 145/2018), rinviando il pagamento per tutti ad un’unica data, il 10 dicembre 2020. Un grande respiro per i contribuenti, ma a quella data poi bisognerà pagare tutto, altrimenti si decadrà dal beneficio e non sarà ammessa neppure la tolleranza di 5 giorni di ritardo.

Attenzione però, perché la sospensione e il rinvio al 10 dicembre vale soltanto per chi non era decaduto dalle agevolazioni al 28 febbraio. Coloro che a quella data erano già decaduti dal beneficio, tuttavia, potranno richiedere una nuova rateizzazione delle somme dovute (possibilità prima esclusa nei casi di decadenza per mancato pagamento), dalla quale potranno decadere solo per mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive (e non più di 5).

Consigliamo, pertanto, a tutti coloro che sono decaduti dalla rottamazione ter o dal saldo e stralcio, perché non hanno pagato una o più rate prima del 28 febbraio, di presentare istanza di rateizzazione all’Agenzia Entrate – Riscossione entro il 31 agosto 2020, chiedendo il massimo numero di rate.  

Per il condono delle liti fiscali pendenti, il Decreto Rilancio ha disposto la sospensione dei versamenti in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, fissando il nuovo termine di pagamento al 16 settembre 2020, data in cui andranno pagati in unica soluzione o in 4 rate mensili di pari importo.

Attenzione però, perché la sospensione vale soltanto fino al 31 maggio, quindi tutto quello che scade dopo andrà pagato. Cos’, ad esempio, la 6° rata, in scadenza il 31 agosto, andrà pagata prima della 5° rata, rinviata invece al 16 settembre.